Un vecchio rapporto, di quelli confidenziali, è stato inviato per sbaglio al Wall Street Journal che non ha perso l'occasione di renderlo pubblico. Un rapporto scomodo in quel di Mountain View, che mette a nudo quanto la società commetteva negli scorsi anni oltreoceano nel tentativo di ostacolare la concorrenza e non permetterle di raggiungere i posizionamenti migliori sul suo motore di ricerca proprietario.
Questo naturalmente per privilegiare i servizi proprietari, sfruttando talvolta gli stessi dati dei concorrenti, che non potevano che accettare loro malgrado la pratica pena l'esclusione dalle pagine di Google Search. Si legge questo e molto altro nel report pubblicato dal Journal che fa parte di un'inchiesta avviata dalla Federal Trade Commission (FTC) americana alcuni anni fa. I nuovi ritrovamenti potrebbero stabilire l'esito dell'indagine analoga che si prolunga da quattro lunghi anni nei confini europei, sempre sulle pratiche anticoncorrenziali di BigG.
All'interno della documentazione portata alla luce dal Journal troviamo una folta lista di dichiarazioni del presidente esecutivo di Google, Eric Schmidt, e dei fondatori Larry Page e Sergey Brin. Ma anche commenti di vari dirigenti di Amazon ed eBay circa l'immenso potere ottenuto da Google per mezzo delle suddette pratiche. Alcuni anni fa i componenti chiave della FTC avevano considerato l'idea di chiamare in tribunale Big G, ma le indagini non hanno portato evidentemente alla piena certezza di incastrare il gigante del web.
Sull'argomento si è naturalmente esposta anche Google che ha dichiarato: "Dopo un'esaustiva analisi durata 19 mesi, coperta da 9 milioni di pagine di documenti e molte ore di testimonianze, lo staff della FTC e tutti i cinque commissari hanno concordato che non vi era alcuna necessità di intervenire sul modo in cui posizioniamo i risultati delle ricerche", aggiungendo che "le speculazioni su eventuali danni sui consumatori e sui nostri concorrenti si sono rivelate del tutto infondate".
Sarà d'accordo anche l'Europa? Al momento non giungono notizie dalle commissioni del Vecchio Continente, per una storia che sicuramente avrà ulteriori strascichi nel prossimo futuro.
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Google ostacola i concorrenti sul motore di ricerca: ci sono le prove, ma va bene così
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