Seagate acquista SandForce da LSI per 450 milioni di dollari

Written By Unknown on Jumat, 30 Mei 2014 | 15.36

Seagate è nota per essere attiva soprattutto nel settore degli hard disk meccanici, del quale detiene la leadership insieme al concorrente di sempre Western Digital. Questi due marchi, insomma, producono la metà degli hard disk a livello globale, grazie ad una estrema ottimizzazione delle linee produttive e a una fittissima rete di distribuzione, sia a livello consumer che OEM. Non è un caso che proprio questi due marchi non siano saltati sul carro degli SSD in maniera convinta; realizzare Solid State Drive avrebbe significato fare concorrenza ad alcuni dei modelli presenti nei relativi listini, sui quali c'è molto più margine rispetto a quelli che si possono ottenere sui cugini basati su chip memoria.

Osservando lo scenario da una prospettiva differente, molte aziende che non erano attive nel settore storage si sono affrettate a realizzare linee di SSD più o meno convincenti. E' il caso ad esempio di molti produttori taiwanesi che già realizzavano memorie (RAM o Flash), forti di accordi consolidati con i produttori di chip memoria. Ecco quindi il fiorire di Solid State Drive provenienti dall'Asia (Adata, Transcend, G-Skill e molti altri) ma anche dagli USA come ad esempio Corsair, Kingston, OCZ e SanDisk.

In questo periodo abbiamo assistito a interpretazioni più o meno grossolane del concetto di Solid State Drive, dove la convivenza di modelli validi si affiancava ad altri decisamente più discutibili, visto che realizzare SSD di pregio non è uno scherzo. In molti, nel passato, si sono limitati ad acquistare un "pacchetto" costituito da controller e chip per poi metterci sopra il proprio marchio, ed allora poteva anche funzionare. Col tempo sono stati perfezionati i controller e i chip memoria sono diventati più capienti e veloci, mettendo in mostra tutti i limiti di questi pacchetti fai da te.

Ad essere premiati dagli utenti e dalla stampa specializzata sono stati tutti quei modelli fortemente personalizzati e calibrati a livello di algoritmi di gestione, nonché caratterizzati da un prezzo di acquisto adeguato e non esoso. Ecco quindi aprirsi nuove problematiche per chi realizza e commercializza SSD: da una parte proporre modelli performanti e convincenti, dall'altra riuscire a mantenere margini di guadagno accettabili e non solo briciole. La soluzione ideale è ad oggi quella di avere all'interno dell'azienda tutto quello che serve per realizzare SSD, o almeno una buona parte, al fine di limitare il numero di intermediari e mantenere margini accettabili. Non è un caso che a farla da padrona è attualmente Samsung, che realizza controller, chip memoria NAND Flash e tutto ciò che serve fra le vaste mura aziendali.

Si spiegano quindi le varie acquisizioni avvenute in tempi più o meno recenti come ad esempio quella di Indilinx (controller) da parte di OCZ, o il ritorno parziale di Intel a prodursi controller in casa, da affiancare ai propri chip NAND Flash. Si deduce quindi la comune tendenza a realizzare il più possibile in casa, anche per mettere a punto algoritmi di controllo e firmware del controller fortemente personalizzati, visti i limiti delle soluzioni a pacchetto.

In tutta questa situazione sia Seagate che Western Ditigal sono state alla finestra ad osservare, realizzando senza particolare convinzione alcuni SSD per specifici mercati. Nelle ultime ore il colpo di scena: Seagate acquista la Flash Components Division e la Accelerated Solutions Division da LSI per 450 milioni di Dollari USA. La notizia di oggi è molto importante e testimonia la forte intenzione da parte di Seagate di chiudere la finestra e scendere in campo. Vediamo perché.

LSI Corporation è un'azienda che realizza tecnologie, chip e software per la gestione dello storage in ogni ambito possibile, dal client al datacenter. Nel  gennaio 2012 LSI finalizza l'acquisizione di SandForce per 370 milioni di Dollari USA, molto famosa per la realizzazione di controller per SSD. All'inizio dell'anno in corso Avago (azienda per metà di Singapore e per metà USA) annuncia l'avvio delle trattative per l'acquisizione di LSI per 6,6 miliardi di dollari USA, finalizzata qualche settimana fa.

Qui entra in scena Seagate, che acquista da Avago la Flash Components Division e la Accelerated Solutions Division ex LSI, che comprende tutto ciò che riguarda SandForce, più il know how e tecnologie per il settore enterprise PCIe legate alle NAND Flash. Questo significa che per "soli" 80 milioni di dollari USA Seagate si porta a casa non solo SandForce (pagata da LSI 370 milioni di USD), ma anche il ben più profittevole pacchetto corrispondente per soluzioni PCIe che era sotto il marchio LSI e poco noto all'utenza consumer.

Un colpaccio, insomma, che pone Seagate nella condizione di giocarsi la carta SSD in maniera seria sia nel settore consumer che in quello enterprise, il tutto realizzandosi in casa il controller e i software per gestirlo. Di fatto dovrà rivolgersi ad altri solo per l'acquisto di chip NAND Flash. I fatti si fermano qui e iniziano le domande: Seagate venderà i controller SandForce ai propri concorrenti? Vedremo presto SSD Seagate per il mercato consumer, magari con la nuova interfaccia SATA Express e con il nuovo controller SF-3700? Il tempo ci darà tutte le risposte.


Anda sedang membaca artikel tentang

Seagate acquista SandForce da LSI per 450 milioni di dollari

Dengan url

https://sayangilahibu.blogspot.com/2014/05/seagate-acquista-sandforce-da-lsi-per.html

Anda boleh menyebar luaskannya atau mengcopy paste-nya

Seagate acquista SandForce da LSI per 450 milioni di dollari

namun jangan lupa untuk meletakkan link

Seagate acquista SandForce da LSI per 450 milioni di dollari

sebagai sumbernya

0 komentar:

Posting Komentar

techieblogger.com Techie Blogger Techie Blogger