Il CTO di Oculus VR, nonché una delle più acclamate leggende della storia dello sviluppo di videogiochi, è intervenuto, un po' a sorpresa, sul blog di Peter Berkman aggiungendo altre considerazioni rispetto a quelle che aveva scritto su Twitter nella scorsa settimana. Il topic, ovviamente, è ancora l'acquisizione di Oculus VR ad opera di Facebook.
Se in quell'occasione Carmack appariva più convinto dell'operazione portata a termine con Facebook, adesso sembra leggermente più titubante o, meglio, elabora più in profondità tutta la situazione. Per capire il suo post però bisogna partire da ciò che ha scritto Berkman, musicista e appassionato di tecnologia che evidentemente il genio che ha fondato id Software segue con costanza.
Dopo la notizia dell'acquisizione, la reazione istintiva di molti dei fan di Oculus Rift è stata quella di sentirsi in qualche modo traditi: una piccola società, creata praticamente attraverso il finanziamento del pubblico, infatti, veniva acquisita da un colosso del mondo della tecnologia moderna, entrando quindi a far parte di giochi di potere che non la riguardavano all'inizio.
Certo, non tutti i commenti sono negativi, anzi sembra che coloro che sono in qualche misura coinvolti nei progetti sulla realtà virtuale siano contenti dell'acquisizione. Michael Abrash, veterano di Valve, ad esempio, ha commentato così: "In due anni, una manciata di persone in due compagnie, delle quali nessuna veramente esperta nella realtà virtuale, è riuscita a ripescare la realtà virtuale dalla pattumiera tecnologica. Non è solo la piattaforma del futuro, ma anche la piattaforma definitiva. L'acquisizione di Facebook concretizzerà i piani di Oculus. Mi aspetto di impiegare il resto della mia carriera per perfezionare il più possibile la realtà virtuale".
Tornando a Berkman, nel suo post ha semplicemente scritto i motivi, giusti o sbagliati che siano, per essere scettici sull'acquisizione di Oculus VR da parte di Facebook. Berkman si preoccupa soprattutto di come Facebook potrebbe utilizzare i dati ottenuti tramite la tecnologia Oculus, magari inserendoli nel suo famoso calderone che attinge già a diverse reti, Whatsapp per esempio, oltre che lo stesso social network. Le tele-conferenze o il comportamento dei giocatori all'interno dei videogiochi, insomma, potrebbero essere dati preziosi per Facebook.
Insomma, Berkman è preoccupato che Facebook possa acquisire una posizione di monopolio assoluto nel panorama tecnologico. Vede l'acquisizione di Oculus come un "giorno di paga", pensando al consueto canovaccio che vede le startup ingrandirsi fino ad accettare un'acquisizione multimilionaria, o miliardaria in questo caso. Da notare, però, come questa regola non scritta non sia valsa per la stessa Facebook, visto che il gruppo di Zuckerberg ha rifiutato diverse offerte di acquisizione e oggi è diventato l'impero che tutti conoscono.
Carmack ha risposto proprio a questo blog, con alcune riflessioni su quanto scritto da Berkman, ammettendo che molte società sembrano esistere solo per essere acquisite. "All'inizio Oculus sembrava Valve, e sembrava poter riuscire a creare la realtà virtuale come Valve ha fatto con Steam. Questo è probabilmente ciò che tutti gli appassionati si sarebbero aspettati", sono le parole di Carmack.
Ma ha poi sottolineato come Valve non abbia avuto per anni dei veri rivali nello spazio in cui opera, e questo le ha consentito di avere il tempo per crescere e per innovare. "Per la realtà virtuale non sarà così", ha scritto ancora Carmack. "È un'esperienza troppo potente e capace di coinvolgere immediatamente. È inevitabile che i titani si interessino: quindi l'unica vera questione è perché scegliere uno di loro piuttosto che un altro?"
Quindi, per Carmack era inevitabile che Oculus VR venisse acquisita prima o poi da un grosso colosso del mondo della tecnologia. In realtà, questo pensiero emergeva anche dai precedenti Tweet, con Carmack che sembra riferirisi ai recenti problemi di produzione ai quali è andata incontro Oculus nell'ultimo periodo, che potrebbero essere superati grazie alla liquidità di Facebook.
Ha poi rivelato di non essere stato coinvolto in nessuna parte della trattativa, ma di aver parlato con Mark Zuckerberg. "Ho parlato di tecnologia on Mark Zuckerberg per un intero pomeriggio, e la settimana successiva ho scoperto che aveva comprato Oculus", scrive Carmack.
Si dice poi preoccupato del data mining, anche se questo problema non costituisce il suo principale assillo al momento. "Non mi sento defraudato dal data mining, lo considero alla stregua di certe strategie di Amazon quando registra le mie preferenze e mi propone prodotti simili".
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Carmack: sopreso dell'accordo con Facebook ma per Oculus era inevitabile
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