Gruppo di scienziati chiede di rivedere le precedenti ricerche sulla violenza nei videogiochi

Written By Unknown on Rabu, 02 Oktober 2013 | 15.36

Un gruppo formato da 200 esperti tra docenti universitari, psicologi e ricercatori, sta svolgendo delle indagini con l'obiettivo di analizzare il più oggettivamente possibile il problema della violenza nei mass media, con specifico riferimento ai videogiochi. Una lettera è stata inviata alla American Psychological Association (APA), chiedendo di rivedere le precedenti ricerche alla luce delle più recenti indagini analitiche.

Il gruppo si riferisce in particolar modo alla risoluzione del 2005 sui videogiochi violenti della APA e alle posizioni politiche connesse alla materia. Secondo il gruppo di indagine, queste analisi sono segnate da difetti metodologici, pregiudizi ideologici, mentre le conclusioni sono basate su prove inconsistenti o deboli.

"La questione sulla violenza nei media e nei videogiochi continua a essere controversa sia tra il pubblico che all'interno della comunità scientifica", si legge nella lettera mandata alla APA. "In particolare in seguito alla sparatoria alla scuola elementare di Sandy Hook, a torto o a ragione, le attenzioni si sono focalizzate su questo tema. Tutto dipende da come le informazioni scientifiche vengono trattate, da come la politica può determinare i programmi scientifici e dalla credibilità delle argomentazioni dal punto di vista scientifico".

"Dal nostro punto di vista questa task force ha una straordinaria opportunità di cambiare il modo di vedere questo campo di ricerca, perseguendo un approccio meno ideologico e maggiormente basato sui dati".

L'Entertainment Software Association (ESA), il sindacato che tutela i diritti dei produttori di videogiochi, ha accolto favorevolmente la lettera, rimarcando che un numero crescente di ricerche non riesce a individuare la correlazione tra comportamenti violenti e uso dei videogiochi. In realtà, dice l'Esa, la violenza giovanile negli Stati Uniti è diminuita ai minimi valori degli ultimi 40 anni da quando esistono i videogiochi.

"Anche se non possiamo dire che i videogiochi sono responsabili di questo declino, il fatto che la violenza giovanile sia diminuita evidenzia come non ci sia correlazione tra problemi sociali e violenza nei videogiochi".

Nella risoluzione del 2005, la APA si impegnava a ridurre ogni tipo di violenza nei videogiochi e nei media interattivi presenti sul mercato. Riteneva che quei prodotti avrebbero potuto aumentare l'aggressività nei bambini in maniera più netta rispetto ai contenuti televisivi o ai film. APA esortava gli sviluppatori di videogiochi ad affrontare la questione e a tentare di circoscrivere le possibili conseguenze sociali negative per le azioni violente. Tuttavia, uno studio del 2010 pubblicato dal Journal of Youth and Adolescence e scritto dal Dr. Christopher Ferguson sosteneva che la depressione, e non i videogiochi violenti, sia un forte predittore dei comportamenti aggressivi e trasgressivi nei più giovani. Questa ricerca di Ferguson sta alla base delle richieste alla APA di altri studiosi circa l'opportunità di rivedere la risoluzione.

"I gruppo di difesa professionali hanno travisato alcuni elementi, propendendo spesso per messaggi sensazionalistici piuttosto che per una revisione attenta e oggettiva della scienza", ha detto Ferguson a GamesBeat via email.


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