La second lady della California: i videogiochi hanno bisogno di donne 'più forti'

Written By Unknown on Jumat, 29 Maret 2013 | 15.36

Intervendo in una sessione del Game Developers Conferece, Jennifer Siebel Newsom, moglie del vice-governatore della California Gavin Newsom, ha sollevato il problema della rappresentazione della figura femminile nei media di intrattenimento come cinema e videogiochi. Ha già affrontato il problema come regista del film documentario Miss Representation, che è molto critico nei confronti dei mezzi di comunicazione a proposito del modo in cui rappresentano le donne.

Jennifer Siebel Newsom

"I giocatori devono pensare in grande", dice la Siebel Newson. Ha messo in guardia il mondo del gaming in modo che eviti il percorso fatto dal settore dello spettacolo, che ha portato avanti per decenni degli stereotipi negativi. "Abbiamo l'opportonità di insegnare ai ragazzi che esistono delle donne di grande valore", continua. "Bisogna arrestare certi stereotipi maschilisti".

Durante il panel, insieme a Jennifer Siebel Newson, ha parlato anche Belinda Van Sickle, CEO di Women in Games International. I relatori hanno ribadito che, nel settore del gaming considerato nel suo complesso, le donne sono ancora una rarità - solo il 12 per cento, secondo la Van Sickle.

D'altronde, una fiera come il Game Developers Conference non aiuta certo a concretizzare i buoni propositi dei relatori che abbiamo appena menzionato. A parte le standiste, sempre vestite in modo estremamente succinto in queste occasioni, pochissime donne si potevano incontrare tra i corridoi del Moscone Center, luogo in cui si è tenuto l'evento.

Ma coloro che hanno partecipato al panel si sono mostrati ottimisti circa l'opportunità di costruire delle community di giocatrici. Mentre community come Women Who Code e Women 2.0 continuano a crescere, il numero di donne che dedicano tempo ai videogiochi è in rapida risalita.

"Fino a qualche anno fa non c'era una forte community di donne nel settore dei videogiochi", ha detto la Van Sickle. Ha fondato la sua organizzazione Women in Games International proprio per indurre sempre più donne a interessarsi al mondo dei videogiochi, riscontrando una crescita notevole negli ultimi anni.

Eppure, i relatori hanno concordato a dire che il problema non sarà risolto definitivamente in poco tempo. Serve che le ragazze più giovani siano maggiormente coinvolte nel mondo dei videogiochi e, più in generale, in quello che viene definito il paradigma STEAM (science, technology, engineering, mathematics). Fino a quando non si realizzerà questo tipo di convergenza sarà difficile avere una consistente diversificazione nel settore, che continuerà a privilegiare il pubblico maschile.


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